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LA SICILIA AL 42 VINITALY

Al 42° Vinitaly, la Sicilia ha portato una ventata di novità . Il merito è della recente collaborazione tra l’assessorato all’agricoltura e quello della pesca, sorta allo scopo di valorizzare i prodotti della terra con le bontà del mare. Per celebrare questo promettente sodalizio, la Regione ha presentato una lunga serie di iniziative e degustazioni abbinate al pesce azzurro, culminate in una cena di gala in cui le specialità tipiche sono state abbinate ai migliori vini bianchi e rossi dell’antica tradizione enologica siciliana.

Le aziende isolane partecipanti sono state 260, in gran parte finanziate con mezzi propri e hanno rimarcato l’obiettivo comune di mantenere il prestigio conquistato nel mercato internazionale e di accrescere le esportazioni mediante una mirata promozione strategica. Dal punto di vista della comunicazione fieristica, la Sicilia si è distinta per un’istallazione multimediale interattiva dal titolo “Un Viaggio tra l’azzurro del mare”, che ha proposto immagini di un viaggio virtuale nell’i sola, e per la prima volta al Vinitaly, il Taste&Buy Sicilia, un incontro tra distributori e buyer per facilitare l’inserimento delle imprese di settore nei mercati nazionali e stranieri. "Viaggio nell'azzurro del mare, Pesce azzurro & Rossi di Sicilia", è stato un incontro con degustazioni organizzato dall'Assessorato Regionale Risorse Agricole e Alimentari, che ha spiegato l'alleanza tra pescato e vini di Sicilia.

L’attenzione alle nuove tecnologie si è sposata con la cortese professionalità dei produttori e con il raffinato livello qualitativo di vini, oli, formaggi, dolci e delle altre peculiarità in degustazione. Assaggi di Sicilia che hanno avuto come importante vetrina la cena di gala tenutasi la sera del 9 aprile a Palazzo Verità-Poeta nel cuore del centro storico di Verona. Un menu ricchissimo, forgiato dalla sapiente fantasia dello chef Peppe Agliano, di antichi profumi e sapori, a base di pesce crudo e non (gamberoni, polpi, tonno rosso, seppie, sgombri, sarde, acciughe, pesce spada), presentati a crudo, oppure marinati, pastellati, “a scapece”e a “beccaficu”.
Molto eleganti gli abbinamenti delle pietanze ai vini, come i primi (cous-cous con pistacchi, zuppa di astice, pasta al nero di seppia, con Inzolia e Chardonnay) oppure i secondi (tagliata di tonno e poi ricciola con Nero d’Avola ed un uvaggio bordolese dell’isola). C’è stato tempo anche per i vini da meditazione: una “verticale” di Marsala, poi Malvasia delle Lipari, Passito di Pantelleria, liquori e distillati di Sicilia. Un altro tripudio; quello dei dessert: cannoli, cassate con ricette antiche e moderne, “biancomangiare”, pasticcini di mandorla, crema con pistacchio di Bronte ed il trionfo dei grandi cioccolati della Regione.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Katia Montresor
      
 
 
 
 
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