IL TURISMO ENOGASTRONOMICO E' TRENDY
Il lavoro dell’Osservatorio sul turismo enogastronomico è iniziato nell’a
utunno 1999. Da allora al progressivo organizzarsi della sua attività ha corrisposto una rapida
evoluzione del fenomeno. Oggi la risposta alla crescente domanda di enoturismo sembra più
organizzata e ragionata rispetto ad anni fa. Questo significa anche che è possibile lavorare alla
conoscenza del fenomeno con maggiore chiarezza e questo è un fattore importante per continuare e
migliorare il lavoro dell’Osservatorio. L’Associazione Nazionale Città del Vino realizza tutti gli
Osservatori insieme con il Censis Servizi s.p.a. , dando corso ad una sinergica collaborazione che
dura ormai da anni.
Secondo il Rapporto “Città del Vino”/Censis, grazie alle sue caratteristiche
di prossimità, short break, convenienza ed accessibilità, il turismo enogastronomico non è più una
pratica di “nicchia”, ma un comportamento diffuso e di tendenza, poco influenzato dall’andamento
dell’economia, dei redditi e dei consumi, e con un potenziale di sviluppo ancora da esprimere: un
turismo adulto, ma con un buon ricambio generazionale, praticato dal 40% degli over 30 e dal 30%
dei giovani al di sotto dei 30 anni di età.
Tuttavia, degli oltre 20 milioni di italiani che nel 2009 hanno fatto attività
turistiche legate all’enogastronomia - visite a cantine (13 milioni), vigneti (12 milioni),
percorsi lungo le strade del vino (8 milioni), frequentazioni di ristoranti in base alla varietà
dei vini (5 milioni), partecipazione a sagre enogastronomiche (17 milioni) - solo 2,6 milioni, si
autodefiniscono “turisti del vino”, un’autorappresentazione di sé considerata ancora come elitaria
e riferibile solo agli esperti di vino. Tra questi, il 71,8% (circa 1,7 milioni di italiani) ha
viaggiato alla scoperta del vino almeno una volta nel 2009, 2 su 3 con una frequenza tra 1 e 3
viaggi e una minoranza più di 3 volte l’anno (5,1%). Ma si stima che tra le persone che non hanno
mai fatto un’esperienza di turismo enogastronomico, siano quasi 3 milioni coloro che vorrebbero
farla in futuro.
A guidare le mete predilette nel 2009, sono le due regioni a principale
vocazione enoturistica: la Toscana, visitata dal 44% degli enoturisti, e il Piemonte (20%); “new
entry”, il Veneto che con il 12,5% delle preferenze supera l’Umbria (9,2%) e la Puglia (7,3%); in
ascesa anche Trentino Alto Adige e Sicilia, mentre Marche e Calabria risultano in flessione [l’E
milia-Romagna non è neppure citata].
Il fattore considerato come il più efficace al fine di sviluppare il turismo
del vino per 6 sindaci su 10 è la comunicazione, seguito dall’ideazione di eventi locali, dalla
creazione di itinerari, dalla formazione degli addetti e dal bisogno e l’esigenza di salvaguardare
con forza il proprio paesaggio.





